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Storie di Donne Straordinariamente Ordinarie

La rappresentazione delle figure femminili

Le figure femminili sono da sempre presenti nella narrazione artistica, sia come protagoniste che come figure di contorno. Nel Medioevo, la raffigurazione delle donne nelle opere d’arte era considerato di cattivo auspicio, ad accezione di personaggi religiosi, come le sante o la Madonna.

Nel corso del tempo, la figura della donna inizia a comparire più spesso nelle opere, fino a diventarne il soggetto. Nelle rappresentazioni che traggono spunto dalla mitologia greca e romana si trovano in larga parte raffigurazioni di donne vittime di uomini, in pericolo, bisognose di essere salvate; ma esiste anche un piccolo gruppo di donne straordinarie, forti e rivoluzionarie, le cui storie possono essere tutt’ora fonte di ispirazione.

Un’ulteriore tipologia di rappresentazione legata al mondo femminile è quella della ritrattistica di corte: regine e principesse posavano per ritratti ufficiali che potevano avere differenti scopi; uno su tutti, quello di presentare l’aspetto della principessa al futuro sposo, per sancire il contratto di matrimonio con un principe o un nobile di un’altra casata.

La scena di genere

Tutte queste, però, sono donne eccezionali che fanno parte della nobiltà oppure le protagoniste di storie bibliche o mitologiche. Per scoprire la vita reale delle donne ordinarie e del loro ruolo sociale, dobbiamo affidarci ad un altro genere pittorico: la pittura di genere.

Alcune delle scene di vita ordinaria più interessanti che ho potuto studiare sono state realizzate da tre artisti del Settecento: Chardin, Grueze e da Pietro Longhi. I primi due sono francesi, entrambi membri dell’Accademia di pittura e scultura di Parigi. Pietro Longhi invece è veneziano, l’unico artista a occuparsi di questo genere di quadri nella città lagunare. Questi artisti si occupano di rappresentare la vita di tutti i giorni e di come era vissuta dalle diverse classi sociali del tempo. 

Le donne di Chardin

Chardin dipinge principalmente donne appartenenti alla borghesia francese, soffermandosi particolarmente sul lavoro del personale al servizio di famiglie facoltose oppure sui tormenti amorosi delle donne borghesi.

Donna governante che torna dal mercato
Jean-Baptiste Siméon Chardin, Il ritorno dal mercato, Ottawa, National Gallery of Canada, 1738
Ph. Courtesy of The National Gallery of Canada

La semplicità del vivere quotidiano dei soggetti ritratti sta alla base delle sue opere: donne di ritorno dal mercato, governanti che si occupano dei figli dei datori di lavoro, dame che scrivono lettere d’amore ai loro amanti. Sembra quasi di poter spiare all’interno delle case altrui per scoprire cosa sta avvenendo al loro interno. 

Donna che scrive una lettera al suo innamorato e poi la consegna al valletto
Jean-Baptiste Siméon Chardin, Dama che invia una lettera, Berlino, Staatliche Museen zu Berlin Preussischer Kulturbesitz, 1733 ca.
Ph. Courtesy of Staatliche Museen zu Berlin Preussischer Kulturbesitz

Greuze e le giovani donne

Greuze, invece, si occupa di giovani donne in preda alla disperazione dopo una delusione amorosa o che affrontano le conseguenze della perdita dell’innocenza.

Jean-Baptiste Greuze - La Simplicité - donna straordinaria
Jean-Baptiste Greuze, Semplicità, Fort Worth, Kimbell Art Museum, 1759
Ph. Courtesy of Kimbell Art Museum

Sono ragazze appartenenti alla classe sociale più povera dell’epoca, che cercano di migliorare la loro condizione attraverso l’affetto di qualcuno di cui, purtroppo, non possono fidarsi. In altre opere sono le stesse giovani donne a prendere certe decisioni che avranno conseguenze negative sulla loro esistenza. Le loro emozioni bucano la tela e avvolgono lo spettatore, il quale prova una sorta di tenera empatia per le protagoniste sconsolate.

Le uova rotte sono il simboleggiano la rottura della promessa tra la giovane e il ragazzo. La madre condanna il comportamento della ragazza.
ean-Baptiste Greuze, Le uova rotte, New York, The Metropolitan Museum of Art, 1756
Ph. Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Le donne veneziane

Pietro Longhi offre prospettive molto diverse rispetto a quelle presentate dai colleghi francesi. Si occupa di raccontare quello che avviene all’interno delle case dei nobili veneziane, come sono strutturate le famiglie, chi e come si occupa dell’educazione dei figli. Le giovani dame sono educate per poter stare in società in maniera adeguata: devono conoscere diversi argomenti per poter conversare e saper suonare uno strumento. Il fine della loro istruzione è potersi assicurare un matrimonio il più vantaggioso possibile.

Longhi però è solito mettere una punta di ironia nelle sue opere, spesso per condannare alcuni atteggiamenti sconvenienti. Ad esempio, mettendo in mostra l’eccessiva civetteria da parte delle ragazze o l’attenzione degli uomini maturi verso le dame più giovani.

Una giovane dama veneziana è corteggiata dal suo insegnante di pianoforte.
Pietro Longhi, La lezione di musica, Baltimora, The Walters Art Museum, 1760 ca.
Ph. Courtesy of The Walters Art Museum

Oltre a questo, il pittore veneziano racconta anche la vita della popolazione lagunare più umile, come le sarte, le filatrici o donne impegnate nelle faccende domestiche.

donne lavandaie veneziane
Pietro Longhi, Le lavandaie, Venezia, Ca’ Rezzonico, 1740
Ph. Courtesy of Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano

Donne straordinariamente ordinarie

Perché vi stiamo raccontando tutto questo? Quello che ci viene mostrato in questa tipologia di opere d’arte è null’altro che la normalità. Non avranno la potenza della Giuditta di Klimt, non saranno delle guerriere come la dea Atena e non saranno regine o principesse, ma sono vere. Le loro sono storie di donne straordinariamente ordinarie. Così come lo è ciascuna di noi. 

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