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La differenza tra Pietà e Vesperbild.

Che cos’è il Vesperbild? Da dove deriva il termine Pietà, adoperato spesso in maniera errata nel descrive la Madonna che sorregge Cristo morto? In cosa consiste la differenza c’è tra Pietà e Vesperbild?

Che cos’è la Vesperbild?

Ambito Tedesco, Vesperbild, 1450 circa, Mole Vanvitelliana, Ancona.

Il Vesperbild, che in tedesco significa Immagine del Vespro, è nato in Germania attorno al XIV secolo; tale rappresentazione non deriva da nessun Vangelo, quindi è frutto dell’immaginazione degli artisti.

Questa immagine rappresenta sempre la Madonna molto giovane che sorregge il corpo senza vita del figlio. La mancanza di differenza di età tra le due figure si potrebbe giustificare come una premonizione della futura Passione di Cristo: Maria che, con in braccio il proprio bambino ancora in fasce, ne anticipa la futura sorte.

Il Vesperbild, di solito, oltre ad una Vergine molto giovane, presenta anche un Cristo estremamente rigido e dalle dimensioni ridotte rispetto a quelle della Madre; quest’ultima caratteristica può essere considerata in due modi:

  1. Come rappresentazione della grandezza della maternità.
  2. Riprende le soluzioni medievali, in cui la gerarchia era legata alla grandezza del personaggio nella rappresentazione.

Il Vesperbild in Italia.

Il Vesperbild è giunto nella penisola italiana sia per vicinanza al mondo tedesco, come nel caso del confine tra il Veneto ed il Tirolo, sia per motivi commerciali; un esempio di quest’ultima possibilità è Ferrara, su dimostrazione di due dipinti di Cosmé Tura, Pietà, datato intorno al 1460 ed oggi situato al Museo Correr, Venezia, e la lunetta del Polittico Roverella del 1470-1474 presso il Louvre, Parigi (Immagine di copertina).

Maestro di Rimini, Altare della Crocifissione di Rimini, Francoforte sul Meno, Liebieghaus.

I primi casi di una rappresentazione di Vesperbild documentati in Italia sono situati a Udine: qui, nel 1402 sono presenti delle Pietà che riprendono il tema tedesco. Queste sono riconducibili ad un’influenza derivante dalle statue eseguite dal Maestro di Rimini, conosciuto anche come Maestro della Crocifissione (o dell’Altare) di Rimini. L’artista francese, infatti, non era estraneo a tale tema ed eseguì varie sculture nel nord-est della penisola italiana, tra le quali le più celebri (e basi per il riconoscimento di altre opere riconducibili al suo catalogo tramite lo stile) sono una serie di figure in alabastro per lAltare Maggiore di Rimini (oggi situata presso il Liebieghaus di Francoforte sul Meno).

Pietro di Lorenzo detto Il Vecchietta, Pietà, 1448-1450, Siena, Museo di Arte Sacra.

Un esempio di Vesperbilt svolto da un artista italiano lo si riscontra, in scultura, con la Pietà di Lorenzo di Pietro detto Il Vecchietta, datata 1448-1450. Si tratta di una scultura lignea policroma che proveniva dall’Oratorio di San Bernardino a Siena e che oggi si trova al Museo di Arte Sacra.

In pittura, invece, è celebre l’opera di Pietro Vanucci detto Perugino con la Pietà tra San Girolamo e Santa Maria Maddalena datata 1473 circa (Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria). Originariamente situato presso il convento francescano di Farneto, questa tempera su tela è un’opera giovanile di Perugino; infatti, risente ancora, nella definizione delle figure, della linea dura e marcata tipica fiorentina, probabilmente influenzata dalla figura di Verrocchio.

Il nuovo utilizzo del termine Pietà.

Michelangelo Buonarroti, Pietà Vaticana, 1497-1499, Basilica di San Pietro, Vaticano.

L’utilizzo improprio del termine Pietà muterà il suo significato tematico solo dopo l’esecuzione della Pietà Vaticana da parte di Michelangelo Buonarroti (1497-1499). Quest’opera fu voluta del cardinale francese Jean de Bilhères e ciò spiega il perché venga impiegato un tema d’Oltralpe. In questa scultura in marmo di Carrara, Michelangelo muta il tema del Vesperbilt, modificandone due elementi:

  1. Una resa più morbida dei personaggi, i quali risultano naturalistici;
  2. La struttura diviene geometrica e richiama la forma piramidale.

Con queste due novità, Michelangelo crea una struttura più armoniosa rispetto ai precedenti esempi, che ne sancirà l’enorme successo e diffusione del tema in Italia.

Che cosa rappresentava la Pietà?

Giovanni Bellini, Pietà, 1453-1455, Venezia, Palazzo Correr.

Con l’avvento della Pietà Vaticana muta, quindi, la rappresentazione ed il concetto di Pietà. Alle origini, nella definizione di un tema religioso, con Pietà si intendeva la presentazione di Cristo morto da parte di uno o più Angeli oppure della Vergine con San Giovanni Evangelista.

Un esempio visivo di entrambe le possibilità lo si può riscontrare nel catalogo di Giovanni Bellini; infatti egli eseguì sia il Cristo sorretto da due angeli ne la Pietà datata 1453-1455 circa esposta a Palazzo Correr, Venezia, sia la seconda tipologia rappresentativa nella celebre tela Pietà o Cristo morto sorretto da Maria e Giovanni Evangelista, 1465-1470, presso le Gallerie di Brera.

Quello di Giovanni Bellini è un esempio illustre dell’utilizzo del tema della Pietà, ma vi furono anche altri artisti che eseguirono il tema correttamente e non alla tedesca, come Andrea Mantegna, Rosso Fiorentino, Marco de Ruggeri, Vittore Carpaccio, Paolo Veronese e molti altri.

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