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Una fortezza nel lago: il Castello di Sirmione

Situata nella città di Sirmione, questa fortezza Scaligera è una delle 9 migliori attrazioni del lago di Garda; infatti, è un raro esempio di fortezza lacustre giunto al giorno d’oggi quasi totalmente nella sua interezza. Questa notizia porta a domandarsi in quale periodo venne costruito questo magnifico esempio di architettura militare? Chi lo commissionò? Quali leggende caratterizzano questo monumento?

Immagine di copertina tratta da qui.

Castello di Sirmione visto dall’alto.

Piccole nozioni storiche.

Probabilmente su fondamenta di origine romana, il castello di Sirmione venne costruito attorno al 1259 su volere del podestà di Verona Leonardo della Scala detto il Mastino. La finalità della fortezza era quella di proteggere i commerci della città di Sirmione, visto che questa, essendo al confine con il Ducato di Milano, era più soggetta alle aggressioni.

Nel 1350 circa vennero aggiunti due cortili ed una fortificazione indipendente; questa, per rafforzare le difese del castello, si univa alla struttura principale tramite un barbacane (cioè un’ulteriore struttura di sostegno a fine difensivo). La seconda fase costruttiva si distingue dalla prima grazie ai differenti capitelli utilizzati, che, in questo caso, non sono più merlati ma a capannina.

Il passaggio di Sirmione sotto la Repubblica di Venezia, avvenuto nel 1405, comportò alcune modifiche alla struttura:

  • Le difese della fortezza vennero rafforzate;
  • Fu aggiunto un terzo cortile;
  • Venne costruita la darsena fortificata tutt’oggi visibile su modello di quella dell’Arsenale di Venezia; precedentemente, durante il periodo scaligero, doveva essere in legno e aveva la funzione di rifugio della flotta.

In epoca napoleonica e sotto la dominazione austriaca il castello mutò la sua funzione, diventando un deposito per le armi e un alloggio per i soldati. In seguito ospitò uffici comunali, le poste, la sede dei Carabinieri ed un piccolo carcere. Nell’Ottocento, a causa del continuo accumulo di detriti, la darsena era diventato un terreno calpestatile. Solo in seguito ai restauri del 1919 l’acqua del Garda è tornata all’interno del castello.

Visitabile dal 2018, il castello di Sirmione è una delle poche fortezze scaligere tra le più intatte e complete d’Italia.

Leggenda sul castello.

Durante le notti di tempesta si narra che è possibile sentire dei lamenti provenienti dal castello scaligero: sono quelli di Ebengardo.

La sua tragica fine inizia con una donna: Arice. Era la sua amata e con lei trascorreva una vita tranquilla nel castello scaligero fino a quando, un giorno, non giunse un cavaliere veneto, Elalberto, marchese del Feltrino. Questo, rimasto colpito dalla bellezza della ragazza, invaghendosene perdutamente. Durante quella notte tempestosa si recò presso la stanza di Arice per possederla; la giovane, terrorizzata, iniziò ad urlare e per questo motivo Elalberto la pugnalò. Svegliato dalle grida dell’amata, Ebengardo corse in camera di Arice e, dopo una violenta lite, con lo stesso pugnale che gli aveva portato via Arice, uccise Elalberto.

Leggenda vuole che, non essendo riuscito a salvare la propria amata, Ebengardo sia costretto a vagare per il castello alla ricerca di Arice.

Il castello dal punto di vista architettonico.

La merlatura del castello di Sirmione.

Il castello di Sirmione è un raro esempio di fortificazione portuale giunto quasi del tutto intatto. La fortezza è bagnata su ogni lato dall’acqua del lago di Garda. Il corpo centrale è circondato da mura merlate, intervallate da alcune torri; la merlatura, utilizzata anche nelle torri maggiori della fortificazione, è a coda di rondine ed è quindi riconducibile alle opere architettoniche scaligere, cioè alla prima fare costruttiva.

Le torri che si alternano alla muratura difensiva presentano una struttura di base a punta di lancia, che ne sottolinea la posteriorità dell’esecuzione rispetto al resto del complesso, visto che si tratta di una struttura architettonica utilizzata dal XV secolo in poi.

Dietro i tre torrioni angolari del corpo interno, al centro del cortile, si staglia in tutta la sua altezza il mastio, alto 47 metri; nella sua zona sottostante si trovano le celle destinate ai prigionieri. Nella sua sommità il mastio presenta una piattaforma merlata a coda di rondine (prima fase costruttiva) con caditoie.

Il castello presenta due ingressi con ponti levatoi: uno dall’esterno del centro abitato ed uno dal borgo (questo ancora oggi percorribile). Dalla seconda via di ingresso è possibile raggiungere, tramite una rampa di 146 scalini, i camminamenti di ronda.

Inoltre, all’interno del portico sono presenti due lapidari, uno romano ed uno medievale, e un breve percorso mussale che riassume le più importanti informazione sulla rocca.

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