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Il Drago di Vaia: storia di una tempesta mostruosa

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Marco Martalar, Drago di Vaia, Lavarone

Nelle storie ascoltate da bambini, capita spesso che i protagonisti si trovino faccia a faccia con un drago: un grosso lucertolone dotato di ali e artigli poderosi, zanne avvelenate e spaventosi occhi gialli.
Guardiani di fanciulle prigioniere, gelosi custodi di ricchezze favolose, nemici da sconfiggere come prova di coraggio, i draghi sono tra i principali sogni, o incubi, di tutti i bambini.

A Lavarone però, c’è un drago speciale che racconta una storia. La storia di una tempesta dalla forza inaudita.

La storia della tempesta di Vaia.

La tempesta di Vaia

Andrea Selva, La notte di Vaia

26 – 30 ottobre 2018. Una tempesta di forza inaudita infuria nella notte, abbattendo centinaia di migliaia di alberi; il nuovo giorno porta con sé lo sgomento della gente alla vista delle montagne straziate, spogliate delle loro foreste: le regioni Trentino – Alto Adige, Veneto e Friuli hanno perso 42 milioni di alberi.

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Paola Favero, Boschi fragili. La tempesta di Vaia: il messaggio degli alberi

Ma la gente non perde tempo: bisogna ripristinare la corrente elettrica, sorvegliare i fiumi e sgomberare le strade, rese impraticabili dai tronchi degli alberi abbattuti; bisogna anche, purtroppo, stringersi alle famiglie spezzate dall’uragano. La tempesta si é presa otto persone e poi se ne é andata, lasciandosi alle spalle il rumore delle persone impegnate a organizzare i lavori.

UN ALBERO È IL NOSTRO CONTATTO PIÙ INTIMO CON LA NATURA.

George Nakashima

Tralasciando gli ingenti danni economici, la ferita più grande inferta dalla tempesta squarcia prima di tutto il cuore: alberi, sentieri, boschi e foreste irrimediabilmente compromessi, se non addirittura scomparsi.
Ora solo tronchi schiantati, chilometri sterminati di cadaveri legnosi, sdraiati sul nudo dorso delle montagne.

Lavarone e l’Avez del Prinzep

Anche l’altopiano cimbro ha lottato contro la tempesta, pur avendo perso nel 2017 il suo esponente più illustre, l’Avez del Prinzep. “Avez” in dialetto indica l’abete bianco, gigante maestoso molto comune nelle zone alpine; si era già accennato all’importanza degli alberi nelle regioni alpine e l’Avez del Prinzep rappresenta l’esempio perfetto di questo profondo legame che si perde nel tempo: secondo la tradizione popolare infatti, ad ogni capo-comune nominato veniva simbolicamente regalato un abete del territorio che quindi non veniva tagliato. Il racconto vuole che il capo-comune di Luserna, soprannominato Principe (Prinzep in dialetto), ricevesse in dono l’abete che ne ha portato avanti il nome lungo il corso del tempo.
Un abete longevo, quasi 300 anni, riconosciuto come il più alto d’Europa con i suoi 60 metri che si è schiantato nel 2017, trascinando con sé altri esemplari secolari.
Una perdita significativa per la comunità cimbra, abituata a riunirsi sotto le sue fronde nelle occasioni di festa.
Ma cosa c’entra l’Avez del Prinzep con la tempesta Vaia?

Il drago di Vaia

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Marco Martalar, Leone Alato, Altopiano dei Sette Comuni Ph. courtesy of Rai News

Marco Martalar è uno scultore veneto, residente sull’Altopiano dei Sette Comuni. Dopo il passaggio di Vaia, nel 2020 ripesca dagli alberi abbattuti 1.500 pezzi con i quali realizza il leone alato in legno più grande al mondo – 3 metri di altezza per 4,5 metri di lunghezza – per celebrare il coraggio e la forza della gente che la montagna la vive tutto l’anno.


Nel 2021 Martalar ripete l’iniziativa, questa volta a Lavarone, sulla cima del monte Tablat: tre mesi di lavoro intenso e più di 2.000 pezzi di legno provenienti dalle piante abbattute da Vaia e anche dall’Avez del Prinzep danno vita ad un drago alato, custode della memoria e della resilienza di abitanti e natura, provati dalla tempesta mostruosa.
Forgiato dalla tempesta, il drago tornerà a essere natura; poiché il legno dell’opera non è stato trattato, è destinato a logorarsi nel tempo, secondo il naturale processo condotto dagli agenti atmosferici e dall’alternarsi delle stagioni.

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Marco Martalar, il Drago di Vaia, Altopiano di Lavarone

Il drago è posizionato sul ciglio di uno strapiombo, quasi a dover spiccare il volo da un momento all’altro. Sovrasta la valle e domina l’intera vallata; i suoi 6 metri di altezza e i 7 metri di lunghezza lo rendono il drago alato in legno più grande al mondo.

Sicuramente non la classica storia per bambini. Nessun cavaliere valoroso né tantomeno una principessa bisognosa di aiuto, ma solo la natura intenta a curare le sue ferite. E noi con lei.

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